NIGHT OF THE SPEED DEMONS III

Partiamo da un presupposto : Cremona è la città più lontana del mondo. Non importa da dove si parta, si finirà per passare una valanga di tempo a cercarla e più ci si avvicina più si allontana. Parto all’alba delle 18 e dopo un’agghiacciante fila per fare benzina mi fiondo sulla paullese. Nota di colore : se passate in una serata invernale sulla strada che collega Zelo Buon Persico e Crema, fate attenzione ai gruppi black metal che attraversano la strada. Nebbia, gelo, il nulla e boscaglia nera sono le uniche cose che vedrete. Telemark, ci fai una sega.

Arrivo a Cremona in clamoroso ritardo, vuoi per il ghiaccio, vuoi per la nebbia, vuoi per il traffico e subito mi accorgo che posso incoronare Cremona la Casale Monferrato della piana. ZERO cartelli. Certo all’ingresso in città c’è l’indicazione per lo stadio (mia meta) e per la stazione (punto nodale alternativo da cui sapevo muovermi), ma una volta passato lo svincolo della tangenziale, il nulla. Dopo quasi quaranta minuti a girare per la città arrivo al Dordoni. Mi fa subito piacere notare come mi sia perso i Minkions in apertura, l’unico gruppo degli opener che mi sarebbe piaciuto vedere. Quindi vabbè, la si prende con filosofia e si va avanti. Incontro e saluti con il duo satanico Edo+Mao dei Deprogrammazione e giro rapido delle distro. Gli Orange Man Theory iniziano ma non sono assolutamente la mia cup of tea quindi mi dedico al ben complesso problema di mangiare qualcosa. Mollata la ladra alla pizzeria di fronte, torno al Dordoni e mi fiondo sulla porchetta. I Payback non mi piacciono, quindi passo la loro performance a convincere Edo di quanto sia grande King Diamond. Tocca poi ai primi pesi massimi della serata : gli Arturo. Ammetto di aver fatto girare parecchio Topo Volante diversi anni fa e di aver apprezzato molto Conversazioni, però live mi hanno decisamente annoiato. Sarà la loro età, sarà che non sono ancora rodati dopo una pausa così lunga, sarà che da un paio d’anni a sta parte l’HC non lo digerisco più,ma ho passato la loro performance a bighellonare in giro, anche se devo dare atto alla seziones trumentale di saperci fare pareccho e a Gigio di trascinare la folla come pochi. Durante la loro performance appare nel CSA Giulio The Bastard, al ritorno da un’odissea per recuperare gli Haemorrhage a Malpensa, vittime di un terrificante ritardo dell’aereo. Purtroppo il frontman dei Cripple Bastards ha pochissimo tempo per riprendersi e questo non potrà fare altro che inficiare la performance del gruppo.

Salgono sul palco poco dopo l’arrivo di Giulio e partono subito con un tema molto atmosferico da spaghetti western (chiedo venia, non sono esperto del genere) che incornicia l’attitudine rinnovata della band. Dopo un paio di minuti scatta Being Ripped Off ed è subito macello. Misantropo A Senso Unico, Morte Da Tossico, Italia di Merda (in versione velocissima), Images Of War Images Of Pain e tutti i classicono vengono sciorinati uno dopo l’altro. Giulio accusa la stanchezza e su qualche parte veloce e in uno scream ogni tanto ci lascia, ma si muove come un forsennato e tiene il palco alla grande, dimostrando di giocare in casa con sicurezza. Al Mazzotti macina come al solito e Schintu è in un continuo bagno di folla. Purtroppo Der Kommissar viene martoriato da una serie continua di problemi tecnici (credo alla testata) che spezzeranno l’atmosfera più volte. Il pogo è abbastanza selvaggio ma continuo a non capire come non possano venire accettate canzoni clamorosamente valide come quelle di Variante Alla Morte, andando a incrostarsi sulle solite hit del passato. Particolarmente apprezzata Stupro e Addio e la solita infilata di pezzi noisecore. Da segnalare un piccolo incidente durante uno stage diving, qualche attimo di preoccupazione ma il tutto risolto senza gravi conseguenze.

Piccola nota personale : sarei felicissimo, e lo dico anche in senso carnale, di vedere un po’ di revival nella scaletta dei Cripple. Pete The Ripper, La Repulsione negli Occhi, Jurisdictions, Sexist Society e Vital Dreams sarebbero apprezzatissime.

Chiude, come al solito, la classica Stimmung e sui vari ooooo oh oh oooh oooh oh oh ooooh le luci si riaccendono e i Cripple scendono dal palco. Forse la loro non migliore prestazione, ma amen, sono un gruppo della madonna e un gig un po’ sotto tono non macchia la carriera di nessuno.

E ora gli Haemorrhage. I miei sedici anni. Sono una delle mie band preferite in assoluto e sono letteralmente cresciuto con il loro sound e così smaccatamente riconoscibile. Vorrei fare notare come Lugubrious giù dal palco sia la persona più timida ed educata dell’universo. Lo vedo mentre monta il misero banchetto che son riusciti a portarsi dietro e il discorso è quello che segue :

“Hi Lugubrious! You’re great!”

“Ehm…err…thanks! Ehm..My..name…is….Fernando”

“Ehm, yes, great, Fernando!”

“Ehm…thanks..what’s your name?”

“Simone”

“Ehm…Thanks…Simone….ehm…ehm…”

Quando salgono sul palco parte il tema di Nekromantik e poi giù secchi con la prima canzone da Emetic Cult, Uncontrollable Proliferation Of Neoplasm. Basta lo show che farà Lugubrious, in pose assurde e coperto di sangue a far valere il prezzo del biglietto. In una mutilata formazione a quattro (Ana, la seconda chitarrista, è rimasta a Madrid a badare all’ultimo/a arrivato/a della sua prole) il gruppo spagnolo tira fuori dal cilindro tutti i classici, vecchi e nuovi, come Festerfeast, Dissect Exhume Devour, Necrotic Garbage, Deranged For Loathsome e Enshrouded In Putrilage. Lugubrious è scatenato e catalizza l’attenzione su di sè, con scene da pazzo totale, coadiuvato da gadget del calibro di una finta gamba mozzata, la museruola e un cervello sotto vetro. Il pogo non è il massimo e il frontman madrileno cerca di scatenarlo più volte anche scendendo egli stesso nel pit. A fine set tornando a furor di popolo e, dopo un saluto affettuoso al nostro primo ministro, regalano alla folla pietre miliari come I’m A Pathologist, Decom-Posers e LEI, Excavating The Iliac Fossa.

La serata finisce con l’ultimo giro di saluti e una corsa in macchina, pronti a spararsi un’oretta di gelida e solitaria autostrada.

E’ stato un concerto epocale? Forse no, ma divertente sicuramente sì. Bella musica, performance tra il buono e il grandioso e la sensazione di sentirsi a casa. Butto sul sedile del passeggero le due magliette nuove dei Cripple Bastards, Abuse dei Wormrot e AgathoGrave e mi godo il silenzio del ritorno.

~ by petetheripper on December 22, 2009.

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